La rivincita dei piccoli commercianti e delle botteghe di quartiere

TU dove fai ” la spesa”? 
Fino a qualche tempo fa i supermercati e i grandi magazzini erano affollati di persone che, approfittando del week-end, si concedeva ad uno shopping smodato e compulsivo. 
Ma a che prezzo? 
Uno dei rituali conviviali per eccellenza era diventato un gesto meccanico fine a se stesso: un movimento imposto da necessità lavorative e obblighi domestici. 
Fortunatamente accortisi in tempo del grave errore in cui ci si stava imbattendo, l’inversione di rotta è stata netta ed incisiva. 
Perché non tornare a rifornire le dispense dai piccoli bottegai di paese? 
Perché non ricominciare a fare della spesa un momento felice di condivisione e dialogo? 
È iniziata così la rinascita dei piccoli bottegai e degli alimentari di quartiere. 
Fare la spesa sotto cosa, dal fruttivendolo, macellaio o droghiere di fiducia è un privilegio  da custodire gelosamente. 
I vantaggi sono innumerevoli e non solo a livello fisico, economico e lavorativo ma soprattuto a livello morale. 
Costruire rapporti, concedersi al sorriso del bottegaio che ogni giorno ti riserva il pane fresco perché tanto sà già che passerai a comprarlo al rientro da lavoro, è un rituale dal quale scaturiscono privilegi non indifferenti. 
Il supermercato di quartiere permette di:
– abbandonare i mezzi di trasporto e godere dei benefici di una passeggiata 
– rinunciare ad inutili imballaggi plastici 
– comprare meno e meglio, prediligendo prodotti sempre freschi 
– instaurare rapporti umani e un dialogo sul prodotto 
– evitare lo stress dovuto a sovraffollamento e confusione da ipermercati ritornando a dare importanza alla qualità piuttosto che alla quantità. 
Non pensi sia già una lista sufficientemente convincente?

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